La questione delle femmine

Domandona: avrò mai tenuto fede alle mie promesse? Sarò mai andata in palestra almeno due, non dico tre, ma due volte a settimana? Sarò andata a letto entro la mezzanotte? Avrò guardato meno serie e letto più libri? E i 3k, avrò scritto i 3k ogni giorno?

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Però ho fatto tante cose ganzerrime, dal festival alla Polveriera a un sacco di riunioni ganzone per riorganizzare il festival a settembre (Firenze RiVista, brutti puzzoni, essiateci che c’è tanta roba). Mi sono fatta coinvolgere in altri settordici progetti cui non so dire di no perché ho l’horror vacui del “e se rimango solo a lavorare in quell’ufficio?” GIAMMAI. Piuttosto non dormo.

Poi arrivo a casa e per lo stress faccio fuori metà confezione di Kellogs al cioccolato ma piuttosto non dormo.

Eh ma domani vado in palestra eh.

COMUNQUE non volevo parlare dei cazzi miei. Cioè, sì, ma solo perché ultimamente il mondo sembra cospirare nel farmi girare le scatole, e non parlo solo del fatto che Indiana Pipps mi si sta praticamente disintegrando tra le mani e o si sgonfia la ruota o parte il mozzo o fora o si storta il manubrio o va via il cavalletto, no, parlo di cose che vedo e leggo e sento a giro e che riguardano la questione delle femmine.

La questione delle femmine mi tocca di sguincio, perché o faccio abbastanza brutto o ho veramente molta fortuna, non mi è mai capitato di sentirmi in qualche modo discriminata per le mie robe, né ho dovuto poi troppo lottare per affermarmi – anzi, direi che sono discretamente BOSSY (ciao Beyo, non conosco nessuna tua canzone dai tempi delle Destiny’s Child ma ti stimo),

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che tradotto nella mia lingua vuol dire che sono una grandissima spaccapalle. mi faccio anche un mazzo tanto però, quindi mi arrabbio se poi questa cosa non viene riconosciuta. E qui viene una prima parte della questione delle femmine.

Cioè: se mi chiamano di continuo ma il mio nome non emerge perché lavoro ‘in sotterranea’, è una cosa positiva? Se tipo un festival è fatto al 50% da donne nell’organizzazione ma i grossi nomi sono solo maschili, è giusto incazzarsi? Oppure no, perché quei nomi sono emersi anche grazie al lavoro di? Eppoi: perché se si parla di robe “anonime”, tipo le riviste, si tende immediatamente a pensare che dietro ci stiano principalmente maschietti a meno che non sia una rivista ‘femminile’ cioè di solo femmine? –> esempio pratico valido per entrambe (tuttettre) le domande:
festival alla polveriera, una tipa si lamenta che “ci sono solo maschi in questo programma”. Gli viene risposto “acc, hai ragione!” E a me si tappa un pochino la vena perché OH, E IO CHESSO’? Ero lì a presentare una rivista, a leggere roba, e con me varie altre femmine. Mo’ non è che siccome non ho scritto un libro non valgo. Oh.

Nel frattempo (punto due della questione delle femmine) chi ha scritto un libro se la passa parecchio male. C’è questa giovane esordiente che ha scritto un libro che la gente dice che è più o meno una bomba – io non l’ho letto, non so quando lo leggerò e non ho nemmeno la certezza che mi piacerà per questioni stilistiche, a meno che veramente non sia Gadda reincarnata. C’è questa giovane esordiente potenzialmente bomba, che il libro manco è uscito e già se ne parla e se ne riparla per ogni dove. C’è questa giovane esordiente potenzialmente bomba che 1) è gnocca 2) è giovane-ma-tanto 3) evidentemente non è avvezza alle presentazioni di libri e non è esattamente bravissima nel leggere estratti dal proprio.

C’è questa giovane esordiente che la stanno facendo morbida. Ma MORBIDA. Ma roba che veramente sei lì e leggi e pensi ma davvero questa gente ha le pulci nel cervello? Ma davvero ci si diverte così tanto ad attaccare qualcuno perché ha OSATO pubblicare un libro ‘difficile’ con una casa editrice indipendentemediopiccolamoltofiga e viene alle presentazioni col giacchino di pelle e la maglina attillata (perché parliamoci chiaro, il problema non è che alle presentazioni parla con l’accento de romeo er mejo der colosseo, il problema è che ha le tette! in vista! alle presentazioni dei libri! Si! Spara! Le! Pose!) (tra parentesi, vorrei sottolineare che nella stessa casa editrice indipendentecc ecc ci pubblica uno che quando l’ho visto io presentare il libro era un discreto fighetto con tanto di capello leccato da mucca e posa da sì-parlo-ma-ora-fatemi-fumare-non-vedete-come-rigiro-dolorosamente-questa-sigaretta?, ma ti pare che qualcosa qualcuno abbia detto mai?)? MA CHE DAVERO? e mi son sentita pure in colpa perché  un certo spaesamento l’ho provato pure io, le battute alticce in simpatia le ho fatte pure io. Epperò ma che cazzo. Cattiva Giorgi cattiva.
Però a un certo punto la cosa si è evoluta, dalle battutine in sordina allo smerdamento pubblico. Già questa è una cosa che non capirò mai, davvero lo schermo rende così facile dimenticare che si parla di (e di solito anche con) un essere umano? C’è bisogno di mettersi allegramente a sedere e iniziare a snocciolare la solita solfa di cagnaraccomandatapompinara? E poi, a quelli che dicono no ma mica è sessismo, è solo che questa è proprio scema: ma l’avete letto il libro? Ci avete ragionato? Siete in grado di parlarne e argomentare? Avete scritto qualcosa di meglio e lo potete provare? FATELO. Sennò vi state solo sbrodolando addosso i vostri escrementi.

Quindi vai, giovane esordiente potenzialmente bomba, vai e stendili tutti con la parola di quattro lettere* e col librazzo tuo.

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*Questa l’ho rubata a Violetta Bellocchio.

Ultima cosa sul discorso delle femmine è la famosa storia delle quote rosa o comunque della parità di presenze nelle antologie e cazzimazzi, presempio ho un po’ il sospetto che in una certa board di una certa roba mi abbiano ripescata un po’ all’ultimo in quanto privi di quota rosa, ma almeno l’han fatto e hanno chiappato ME che scusate se è poco. Cosa che apprezzo di più vedendo che nei contenuti di questa certa roba in questo certo progetto invece c’è una parità d’intenti notevole, che, sempre come dice la Violetta Bee, mostra che proprio non è difficile trovare autrici brave esattamente quanto i maschietti: basta pensarci. PUNTO. E dopo averci pensato basta FARLE, LE COSE. Senza nemmeno stare a sbandierare ‘oh ci sono le femmine! uuh!”, perché poi diventa ridicolo e molto più sessista delle intenzioni. Anche se il progetto parte da una femmina.

Davvero, questa per me è una roba inconfutabile. Ci sono un botto di femmine brave a questo mondo, basta volerle trovare. Fatelo.

(okok ora mi metto a lavorare)

(Venerdì vado a invadere la Polonia! #primaveramyass) (rosico parecchio)

 

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2 pensieri su “La questione delle femmine

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