Trent’anni una sega

Ciao, domani faccio trent’anni.

Se partiamo dalla mezzanotte: ciao, tra due ore faccio trent’anni.

Se partiamo da quando sono effettivamente nata, ciao, tra sedici ore circa faccio trent’anni.

E giù tutti a dire uuh ma che evento epocale incredibile cambierà tutto (come per i 18, per i 20 e per i 25). Che poi è vero che cambia tutto, ma è già cambiato: anche rispetto all’anno scorso.
E sì, mi sono scese le tette. E no, questa cosa non la sto vivendo molto bene.

Comunque. Le genti continuano a chiedermi che regalo vorrei e l’unica cosa che mi viene da rispondere, a parte “UNA CASA”, è

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questo. Perché non me l’hanno mai comprato, e infatti ho i denti sani e forti, ma lo volevo tanto tanto tanto tanto.

Fino a due minuti fa ero convinta che il non essere più ventenne non mi stesse creando grandi scompensi, e invece più si avvicina l’ora ICS (“non la apro quella porta!”) e più il peso del tre seguito dallo zero avanza. Ma poi lo so che, appunto, in verità non cambia nulla, le occhiaie ce le avevo pure prima e l’acne ce l’ho ancora, quindi figuriamoci un po’.

E però che cazzo. Io sono ggiovane dentro! Io mi sento ancora ggiovane! Ecco, già lo so che finirò come quelle che a cinquant’anni ancora si vestono da frescone dietro liceo davanti museo ma poi chi sono io per giudicare, ognuno si vestirà come vuole, eh? Tanto pure ora mi vesto da frescona, ma quanto ci posso mettere a investire du lire in scarpe accettabili socialmente e pantaloni che non siano uguali a quelli che compravo al mercato di San Lorenzo quando andavano quelli di velluto a coste (che meraviglia) un po’ anni settanta (che meraviglia)? Ma perché dovrei decidermi a farlo? Non posso vestirmi come mi pare?

Ecco, lo sapevo.

oh hey, that’s me

Tra l’altro, in preda a un raptus di giovinitudine, ho ripreso in mano la reflex. Ho fatto una foto di merda al gatto, e l’ho mollata lì. La fighissima Yashica che mi hanno prestato è sempre senza rullino (certo se non li vendessero solo A MONCULI DI SOTTO magari potrei anche comprarmene un paio), chissà se e quando la userò, considerando che: ho paura che me la rubino, ho paura di romperla, vorrei fare le foto da ponte alla carraia che ogni volta che ci passo mi viene da piangere ma ho paurissima che mi caschi in arno – le vertigini sono una brutta cosa amici, non è che penso solo “e se cade?”. Penso: e se sfrega contro la pietra del ponte e si ammacca l’obiettivo e l’involucro e poi mi scivola dalle mani e casca sfregando tutta contro la pietra e poi finisce nell’acqua cadendo velocissimamente e se la mangiano le nutrie? E nel frattempo le mani mi bruciano e stringo la macchina e mi allontano perché sennò va a finire che ci casco io nel fiume, etc, etc.
Quindi capite che le foto su ponte alla carraia non le farò mai.

Vabbè, non è che sono sto mostro di bravura.

Sì sto divagando tantissimo, e la ragione è che negli ultimi due giorni i 3kx30 si sono un po’ riversati nell’editing e riscrittura delle cose già scritte, delle cose altrui, dei post fiume contro le unioni civili (dovrei scriverne un altro ma non ora), della fase SONO UNA PIPPA MA COSA CACCHIO LO FACCIO A FARE eccetera.
Per la cronaca, in palestra non ci sono andata mai, a letto entro mezzanotte ma chi so’, cenerentola?

oddio, un tacco l'ho perso, va bene uguale?
oddio, un tacco l’ho perso, va bene uguale?

Ma da domani ho trent’anni e tutto cambierà.

 

 

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