…And then a step to the right

Ok, io un ce la fo.
Ci ho provato: ci penso e ci ripenso e continuo a provarci ma l’unico risultato è che più ci penso e più mi incazzo.

Magari mi passa e mi faccio due risate leggendo commenti sulla sconvolgente somiglianza tra Sailor Moon e l’ultima puntata di Once Upon A Sòla, ma poi penso che qui in bozza ho per l’appunto in cantiere un post che parte da Lady Oscar per arrivare alle altissime lodi in onore di quella topa indicibile che è Sailor Uranos e allora mi rincazzo.

Di che sto parlando? Ma del fatto che da oggi, data storica per l’Italia più o meno quanto il referendum sull’aborto (davvero), le unioni civili* sono una cosa vera.
Gaudio! Tripudio! Arcobaleni glitter a pioggia e caroselli di YMCA!

giphy

…e invece no.

E invece no, scusate, ma proprio non mi riesce di essere felice. Provo a spiegare perché.

  1. perché io non credo nella sacra istituzione del matrimonio come legame spirituale, ma credo che se esiste una tutela civile per due tizi che vogliono stare insieme, questa deve essere parificata per tutti. E per tutti gli etero che dicono “ma che bello abbiamo le unioni civili che sono diverse dal matrimonio” : ma quale cazzo è la differenza tra matrimonio laico e unione civile, se non che la seconda ti dà meno diritti? Non ti pare che sia un retaggio dei pretacci quello che il matrimonio è un vincolo sacro e indissolubile? Te fa paura la parola? BENE, allora facciamo che il matrimonio laico si chiama in un altro modo, chiamiamolo ‘zzoneso, SBRAT (sociale bisboccia romantica anti tristezza), ma chiamiamolo SBRAT per TUTTI.
    La distinzione – ripeto, parlo delle unioni etero, visto che i froci non hanno questa possibilità di scegliere – tra unione civile e matrimonio mi sembra una distinzione pelosa, ipocrita e un po’ adolescenziale.
  2. Perché ho la sottile e forse un po’ paranoide impressione che tutti quelli che dicono “è un passo in avanti” o sono etero o sono gay con un po’ ancora di omofobia interiorizzata. Facciamo un esempio. LEGGE SULL’ABORTO: “è stata oggi rateizzata la validità della legge sull’aborto, ma solo una parte, nel senso che magari ti fanno abortire ma solo se -” ah no scusate, questa è una cosa che succede veramente. Cioè viviamo in un paese così di merda che non posso nemmeno fare l’esempio paradossale di una tipa che viene fatta abortire sì, ma con riserva.
    Quindi, siccome l’esempio non mi viene, lo dico direttamente. Un piccolo passo non vuol dire NULLA. Vuol dire che pure chi lo dice pensa sia giusto accontentarsi di poco in attesa di qualcosa che forse tra vent’anni arriverà. E perché? Beh, ma perché alla fine non è che ce la meritiamo, la parità. Accontentiamoci.
  3. Non tanto perché questa legge è un contentino, anche se lo è, perché è vero che se decidessi di formarmi specificamente con Miranda e una di noi stesse male io potrei assisterla in ospedale (no, non ho scritto a caso, è una diretta citazione dalla nonna della suddetta Miranda: “se uno di noi due muore, io poi come fo da sola?”) e ora no, come avviene nelle normali relazioni tra due conviventi e due tizi sposati, ma perché è appunto un compromesso e ragazzi ma cristo di un gesù qua abbiamo ancora i patti lateranensi e veramente c’è tra di voi chi crede che da un compromesso tra stato e chiesa possa nascere qualcosa di buono? Soprattutto con questa chiesa qua, ipocrita e sudicia e portata avanti da alfieri dello schifo come quelli che sappiamo tutti? Ma veramente facciamo?
  4. Perché mi fa incazzare. Perché se decidessimo di fare un figlio, quella che non lo ha cacciato fuori – dico esattamente queste parole perché a quanto pare secondo i nostri illuminati dirigenti la condizione di mamma si verifica solo in presenza di passere dilatate, contrazioni e rottura delle acque, anche contro la loro volontà -dicevo, quella che non ha partorito non lo potrebbe riconoscere come proprio se non dopo un’immensa trafila giuridica (e viceversa). E NOI SIAMO FEMMINE, PENSA CHE CULO, UNA VOLTA TANTO: volendo potrei ballare el tango de la muerte con una provetta e quantomeno il figliolo ci sarebbe, immaginate un po’ che bella situazione ci hanno i maschi. Ah già ma non hanno la figa, non possono essere mamme.
  5. Torno un attimo sulla cosa del passo in avanti. Ma sul serio: che vuol dire? Ma scusate, vi sembra davvero una cosa sensata che bisogna “andare per gradi” nel garantire dei diritti a gente il cui status di normalità è sancito da ogni organizzazione sovranazionale di questo mondo e anche dalla stessa nazione di cui fanno parte nel momento in cui PAGANO LE STESSE FOTTUTISSIME TASSE? No perché a me pare ridicolo, umiliante e molto poco serio.

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    un passo avanti
  6. E ritorno anche sul compromesso. Ora, non per dire, ma io non lo voglio un compromesso con la chiesa. Non me ne frega un cazzo di essere accettata dai fasci. Non mi interessa che mi dicano ok, dai, vi diamo qualcosa ma tanto poi continuiamo a legnarvi che poi una scusa si inventa (cfr la fantastica legge sul reato di omofobia, o razzismo, per quel che vale). Io voglio che quelli che pensano che sia necessaria l’uguaglianza LO FACCIANO SENTIRE. E invece no! Giochiamo al ribasso! Giochiamo al ribasso sempre!
    (che poi eravamo partiti da una proposta di legge molto più che accettabile anche se non egualitaria. siamo arrivati a questo vomiticcio perché? Perché ci è stata rovesciata addosso tanta di quella merda da fare paura, e invece di reagire contro questa gente, invece di difenderci, si è preferito “venirsi incontro”).
  7. *FORMAZIONE SOCIALE SPECIFICA.

Un’ultima cosa: chi ha voglia di dire, o commentare, che ci sono ben altri problemi, può chiudere la pagina senza passare dal via, che non ho la MINIMA voglia di ricordare che volere una cosa non esclude il volerne anche un’altra, o che una società giusta si costruisce da più fronti contemporaneamente e non con la miopia pissera di chi vuole vedere solo quello che lo fa sentire più buono. Chiudete sta pagina e guardatevi Pride , fatevi il favore.

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3 pensieri riguardo “…And then a step to the right

  1. Stanchezza, amarezza… Non riesco più a dir nulla su questa storia, ho speso troppe parole mesi fa, so’ stanca. Io faccio finta di essermi svegliata oggi, con una condizione che c’è già (queste pseudo unioni civili monhe), condizione da cambiare. Che mica c’ho abbastanza bile per continuare, mi tocca ricominciare proprio (però una piccola parte di me è un pochino quasi contenta. Che vuol dire?)

    1. Capisco perfettamente. Stamattina, sbolliti i fumi di ieri, ho scoperto di essere un pochino contenta anche io. E molto determinata a fare ancora più casino perché questa roba diventi finalmente una legge completa e decente.

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