Troppo italiano

(Ciao, come va? a me benino, c’è un po’ di robe ganze in ballo e speriamo che tutto si concretizzi. per ora so qua coi piedi sul pouf ad aspettare che si asciughi la seconda passata al pavimento. Sì, a mezzanotte, vabbène? Problemi?)

(COMUNQUE.)

26-04-2015-PietroSermonti

Ma te cell’hai ‘aspadalada?

Vaccaboia!

Questa è la sintesi dei due film che ho visto negli scorsi giorni e che mi son piaciuti assai. Ora ci sono stati i David di Donatello e Lo chiamavano Jeeg Robot ha vinto un ballino di roba, gioia e felicità, gaudio e tripudio!, e poi è arrivato Fofi col suo pippone, e ogni volta che Fofi fa un pippone sulla mediocrità del cinema – di qualunque cinema si parli – io mi sento alquanto rassicurata.

Comunque, secondo me Jeeg è veramente un grandissimo film, ho cercato di convincere chiunque ad andare a vederlo, e dissento in pieno dalle obiezioni che gli fa SoftRevolution sul fatto che la ragazza è stereotipata. E soprattutto su quelle dello stupro. Non credo che lo stupro di Alessia sia in nessun modo paragonabile a, che so, quello di Sansa Speransa (che ricomincia tra poche ore e io sono abbastanza in fibrillazione). Vabbè. Sono riuscita a convincere i miei a vederlo, e questo mi ha elevata a Guru Filmico Incontrastato – dopo anni che cercavo di convincerli a vedere film belli e mi sorbivo cagate pazzesche quando andavo al cinema con loro -, per cui dopo si sono visti Brooklyn e andranno pure a vedere Veloce come il vento.

Vaccaboia! VCV mi ha esaltata leggermente meno di Jeeg. Ma questo non vuol dire che non avessi il cuore a tremila mentre questi correvano e ci facevano correre dentro la macchina. Che poi se ci penso la narrativa di questo film è anche meno stereotipata di quella di Jeeg, perché ovviamente il secondo rispetta appieno i canoni del superhero movie (italianizzandolo alla perfezione – ma alla perfezione!), e di fatto niente è scontato. Boh, forse è che a me i supereroi garbano tanto e le corse in macchina meno, l’ultima volta che mi sono appassionata a gente che correva su mezzi veloci è stato quando ho riletto MARS e adesso è passato un po’.

MARShelmet
Ok dai, me lo rileggo.

Ok, è finito il momento “botta di ormone con Rei Kashino”, grande infestatore dei miei diari del liceo.

Torniamo a Jeeg e a VCV. Ci sono delle cose che accomunano i due film, secondo me, e stanno nella mancanza di giudizio, nel loro trattare come persone e non come macchiette un po’ tutti i personaggi. Ovviamente il Loris di VCV, e ovviamente Remo Ceccotti e tutti i suoi compari che cercano la svolta.
Tra l’altro ok, Marinelli è bravissimo, la sua interpretazione da ‘cattivo’ è bellissima, ma a me le scene che son piaciute di più con lui sono quando fa meno di tutti il joker. Tipo quella in cui libera i cani e si pulisce le mani con l’amuchina. Tipo quando canta e palesemente teme la sua bella. E ovviamente, tipo quando va a casa della sua bella e ci balla insieme (sto cercando di non spoilerare). Ok lì forse fa un po’ il classico cattivo, ma non ha ghigni o vizi, è solo terribilmente pauroso.

Ora, Fofi nel suo pezzo indignatissimo dice una cosa contemporaneamente giusta e sbagliata. Dice che è stato completamente ignorato Claudio Caligari.
Devo dire la verità, io di Caligari ho sentito parlare solo da Christian Raimo in una lunga intervista quando ancora, se non sbaglio, non aveva girato Non essere cattivo. Poi me ne sono scordata. Poi è morto, e tutti a dire oh caligari grande maestro del cinema italiano. Poi ho scoperto, o mi sono resa conto, che un film di cui avevo letto e mi aveva incuriosita molto era suo, ovvero Amore tossico, ne parla un sacco la Lattanzi in Devozione e ne leggevo ovunque ci fosse una storia di droga, e pensavo ma con sto titolo sarà un filmetto. E poi l’ho visto e mi sono unita al coro del Oh caligari grande maestro del cinema italiano, perché CAZZO se è un signor film. E adesso, ora ora, ho finito di vedere L’odore della notte, e sono di nuovo in solluchero. Comunque non so se è un volo pindarico mio ma non riesco a pensare che sia un caso, che si chiami Remo pure Mastandrea in LODN (era un volo pindarico da gasatura e stanchezza, perché iroshi si chiama Enzo!) (quello che dico dopo vale uguale).

Insomma secondo me Fofone sbaglia perché c’è del Caligari in Jeeg, c’è nell’umanità dei suoi personaggi e nella roma per niente raccontata ma vissuta.
Poi non dico altro che sennò esagero, ma ci siamo forse un po’ capiti.

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Egnènte, quello che volevo dire è che forse potrei finalmente decidermi a leggere meno libri italiani e vedere più film italiani, visto che a quanto pare si sta infilando una serie di belle cose una dietro l’altra. Che poi pure, per dire, Smetto quando voglio era un gran bel film. Per non parlare degli Snellinberg. Sogni di gloria, che ho visto durante Firenze RiVista, mi è piaciuto proprio assai. Poi appena lo vedo parlerò bene anche di Short Skin, ne sono certa. Il problema è che poi sta roba non se la caga nessuno. Quindi daje Iroshi Shibba, corri ragazzo lassù, dimostra che un cinema figo se po’ ffa pure qua.

Alla facciazza di Stanis LaRochelle.

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4 pensieri riguardo “Troppo italiano

  1. Firu, ma Jeeg si chiama Enzo.
    O non ho capito io perché non ho visto l’altro film? – Possibile. Possibilissimo.

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