#nessunascusa

(mi riservo di approfondire la cosa in seguito, intanto ripubblico una cosa che ho scritto a caldo nel mio fb “privato”).

Sentite io un ce la fo.

Sto leggendo rigo per rigo, pagina per pagina, la sentenza sullo stupro in fortezza.

Sono a circa metà e ho una vaga nausea.

[tl;dr: QUESTA SENTENZA MI FA CAÀ]


Provo a fare il punto: questo stupro può esserci stato come no. Mi fa un po’ impressione dirlo, ma non si può dare credito a tutte le accuse di stupro sempre. Quindi posso arrivare a dire che ok, forse lo stupro così come descritto dalla parte lesa non c’è stato.

Però la sentenza è TERRIFICANTE. Dal punto di vista linguistico è un massacro.

Le mutande rosse, la disponibilità provata perché prima ha fatto un pompino a uno, la dovizia di particolari nel raccontare tutta la vita e la condotta sessuale della ragazza.

Frasi del genere: “la valutazione frazionata del collegio si scontrava con la macroscopica inattendibilità della vittima, che per tutta la serata SI ERA FATTA ALLEGRAMENTE TOCCARE E BACIARE” (ditemi che non c’è giudizio in questo passaggio e vi sputo in un occhio).

Tutta la tiritera sul fatto che aveva un rapporto problematico col sesso come “scusante”: non è che non voleva, è che dopo ci è stata male perché vive il sesso in modo colpevole. (…)
“Peraltro se fosse stata già ubriaca non si spiega come avrebbe potuto fare oltre 50 metri a piedi per poi avere un rapporto orale nel bagno di…”

(Cicci, io da ubriaca mi faccio le grandi camminate. E talvolta anche le grandi scopate. Non ve lo volevo dire. Da alticcia poi…)

Mi fa impressione il numero di volte in cui si ribadisce che la ragazza frequentava l’accademia d’arte o quell’ambiente.

“Una ragazza sana di mente e acculturata che aveva già avuto rapporti con due degli accusati ed era uscita di sua spontanea volontà con loro, LASCIANDO PERALTRO IL FIDANZATO MALATO A CASA”

Non lo so, ci sono milioni di cose da dire e da pensare, davvero, è una storia complicata.

Mi chiedo se i ragazzi dalla schiena “mai spezzata” si siano chiesti almeno solo per un secondo se davvero avessero in qualche modo fatto del male alla ragazza, se si siano sentiti in colpa, o se abbiano pensato “massie, è una maiala (cit.), e festa finita.

Mi chiedo quanto la ragazza possa avere ingrandito l cosa e perché questo si si trasformato in un processo alla sua vita disinibita.
In ogni caso, #nessunascusa: perché non basta una frasetta paraculo a nascondere l’astio, e lo schifo, che emergono da questa sentenza.

Quella di stasera dovrebbe essere una COLOSSALE slut walk. Una manifestazione contro la cultura dello stupro, che emerge chiara e precisa da ogni rigo.

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6 pensieri riguardo “#nessunascusa

  1. Chissà perché si finisce sempre a fare il processo agli intenti e alla vita della vittima e mai a quella di chi, violenza o meno, ha pensato di poter utilizzare una donna come oggetto.

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