Niente di rilevante

Ciao.

Ho fatto un botto di cose che voi non sapete perché su facebook ci cazzeggio ma mica ci scrivo cosa faccio (a parte quando cazzeggio). E poi la maggior parte di queste non erano niente di rilevante.

Penso che i miei siano convinti che io sia in preda a una profonda depressione: ogni volta che mi chiedono come va, cosa faccio, rispondo ‘niente di rilevante’. In realtà non è verissimo – cioè, il lavoro è effettivamente “niente di rilevante”, per quanto vada bene e a volte succedano cose divertenti e raccontabili, in generale vabè, ma per il resto comunque faccio cose vedo gente e bla bla bla.

Tipo ho iniziato a collaborare con un sito acchiappaturisti ammmerigani, devo scrivere 2 ricette al mese (“and remember to boil the water!”) più un post sul FOOD, io son partita splendida a parlare delle birre artigianali.
Mi pagano, e questa è cosa positiva, mi diverto, e questa è altra cosa positiva, ho ancora meno tempo per vivere, e questa è cosa più negativa.

Tipo poi sto finalmente finendo di correggere LA TESI DELLA MORTE a un mio amico, penso che ci ubriacheremo insieme quando l’orrore sarà passato – e ho ancora meno tempo, ed è una cosa più negativa.

Tipo NON sto aprendo libro per quei cazzo di crediti del tfa, ma tanto non c’ho tempo, ops. Mi ridurrò all’ultimissimo momento del mondo?

dignene, martello'
dignene, martello’

EPPOI SONO STATA AL SALONE DEL LIBRO.

Eravamo una triade alquanto improbabile, io, la Snob e Tommi Gi al salone, ci siamo pure fatti la festa di minimum fax con addosso le snobtee, ho incontrato tanta gente che non vedevo da un sacco e che avrei voluto salutare, altra gente la avrei voluta baccagliare per ragioni professionali (aha) ma alla fine mi vergognavo quindi sono stata solo con le persone con cui mi andava di stare.

Mi sono ricordata di cosa mi piace e cosa non mi piace di quel mondo lì, quel mondo brutto dell’editoria ma anche in generale quel mondo brutto della letteratura; ho iniziato a raccontare a una persona che sono piùomenofidanzata e questa persona mi ha chiesto “e lei chi è?” e io per l’ennesima volta mi sono domandata se lo sapevano tutti tranne me, prima; sono diventata ufficio stampa di una casa editrice che adoro per riuscire a entrare alla festa della scuola di scrittura creativa più famosa che c’è, cccioè, che peraltro mi ha anche alquanto stuccata*; ho camminato su truzzissimi stivali che avrebbero fatto invidia a Frank-N-Furter per due giorni interi da mattina a sera (e infatti ieri e oggi birkenstock uber alles); mi son sentita chiedere ‘ma tu scrivi?’ almeno un paio di volte con l’imbarazzo del caso; ho salutato e sbevazzato e soprattutto ho parlato di libri, sentito parlare di libri, visto libri, comprato libri, rinunciato a libri, desiderato libri.

il bottino. A Watersnakes sbavavo dietro da tipo MESI
il bottino.
A Watersnakes sbavavo dietro da tipo MESI

Cose meno carine: la casa editrice da cui ho fatto lo stage ha ‘sospeso l’attività’. Che poi: io non penso che fosse una buona casa editrice, e ho dei dubbi anche sulle persone che ci stavano dietro. Però cazzo, le ragazze con cui lavoravo invece sono bravissime persone, e se sono rimaste a casa mi dispiace veramente tantissimo. Spero di no.
C’era un clima un po’ depresso al salone – certo, il blocco centrale è quello sfavillante del jet set letterario, che pure se le cose vanno male vanno alla grandissima, non si dice o si sussurra.
Ma poi negli altri blocchi – appunto, quello del mio stage (dimezzato) – o di altri piccolini… eh. Che uno non c’ha soldi per comprare un libro da ognuno ma lo si vorrebbe.

E allora compriamo tutti un libro da Hacca – lo compro qui a Firenze amiche, scusatemi – ma dovremmo comprare un libro da tutti e forse manco così cambieremmo la situazione.
Continuiamo a indignarci perché ISBN non paga e Castelvecchi non paga e Carocci non paga e noi continuiamo a sentirci il freddo addosso perché questo lavoro lo vorremmo fare ancora, ma chi ce lo fa fare, perché lo vogliamo fare?

E però continuo a volerci lavorare.

Boh, che siamo una generazione di masochisti lo sappiamo.


*canzoncina dedicata alla scuola del Venerato Maestro, sempre a fagiuolo:

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2 pensieri riguardo “Niente di rilevante

  1. Oh sì. Quanto vogliamo (ancora) poterci lavorare.
    Tu sei bella. Tu e la Snob sarete state le più belle, insieme.

    (Invidia per la collaborazione con il sito! Bravissima!)

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