Not quite my tempo

Whiplash

È un periodo che non ce la faccio.

Più del solito, intendo. Trovo veramente difficile trovare il ritmo, scandire il respiro della mia giornata. Mi ritrovo sempre ad arrivare a sera ansimante, svuotata, priva di energia. E non aver fatto nulla.

Ogni giorno mi dico: domani.

E il domani non arriva mai, ho visto qualche puntata di qualcosa ma alla fine non ho fatto niente: e mi manca il respiro perché le cose che devo fare si accumulano. La scrittura ne risente tantissimo, come sempre, e la lettura.
Ma in generale, ed è la cosa peggiore, ne risente nel complesso la qualità della mia vita – voglio dire, è brutto non fare nulla. Certo, lavoro 8 ore al giorno quindi non è che mi rimane chissà quanto della giornata per fare cose. Però quelle ore che mi rimangono, e i fine settimana, li potrei sfruttare meglio – uscire, vedere gente per esempio.
Ma sono stanca e non ce la faccio e ogni cosa mi sembra pesante: vorrei mettermi a letto e dormire, invece cazzeggio fino a tardissimo e accumulo ore e ore di sonno mancato.

200 (7)

E poi ho preso su un altro lavoro e mezzo, perché l’ansia perenne di trovarmi senza soldi mi assilla (non va bene, ditelo con me: non va bene). E non so nemmeno se riuscirò a starci dietro, perché, appunto, non trovo il ritmo.
Sono diventata improvvisamente fissata con l’ordine – ho dei seri moti di intolleranza quando camera mia o camera di Miranda iniziano a diventare accumuli di cose, e mi ritrovo a riordinare, organizzare ogni cosa.
Ah, le facili metafore.

Questo ponte capita a pennello: la festa dei lavoratori effettivamente mi ha permesso di tirare il fiato. Giovedì sera c’era la notte bianca a Firenze e sono andata al Bargello con un’amica, è stata una delle cose più belle che ho fatto negli ultimi tempi. Girare di notte in un museo per un’ora e mezzo a contemplare la bellezza pesante degli spadoni antichi e quella efebica del David di Donatello.

Poco altro dopo, un giro in piazza del Carmine e un passaggio in Santa Croce a salutare un altro amico – e poi ero così stanca che ho lasciato perdere l’idea di andare a sentire un reading delle tre di notte e poi il diggeiset alle Cure. Un po’ mi dispiace, perché se non ora quando, ma d’altra parte… non ce la facevo proprio. E quindi sono tornata a casa (sfruttando brutalmente Miranda – devo decidermi ad attivare Enjoy o simili prodigi della tecnica) e ho dormito fino a mezzogiorno e ieri non ho fatto niente ed era ancora venerdì. Poi è venuta Maman e abbiamo mangiato insieme e poi guardato Hocus Pocus (ADORO), ed era ancora venerdì, e ora è sabato pomeriggio e per una volta mi sento di avere tempo per fare cose.

Quindi sì, ora mi metto a lavoro. E se mi impegno e organizzo bene le giornate, e soprattutto evito di drogarmi di serie tv, domani mi sarò tolta un bel po’ di carico e avrò leggermente meno ansia addosso.

anigif_enhanced-buzz-1515-1380573583-12

(ci crediamo? crediamoci.)

Annunci

3 pensieri riguardo “Not quite my tempo

Dimmi tutto

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...