Dopodomani sicuramente.

Shame on me!

Sono andata avanti giorni a dire ‘dai, domani scrivo’, e invece il domani il giorno dopo ridiventava domani.

how-we-procrastinate

Che poi non è che non avessi cose da dire. Ce ne sono un sacco.

Solo che da dopo quello che doveva succedere e non è successo m’è presa un po’ male, ho iniziato a farmi venire i dubbi esistenziali, che chissà perché è andata così e cosa ho sbagliato, e perché sbaglio – dovrei essere come i maschi, sboroneggiare di più – e come mai non sono capace di attivarmi seriamente nel cercare questa cosa. E non avevo voglia di scriverne o di parlarne, e monopolizzava le giornate anche se nel frattempo è successo altro, anche cose belle.

E poi è arrivato il 31 gennaio ed è successa una cosa che mi ha fatto tornare voglia di scrivere. Ne ho scritto, ma non sarà leggibile qui. A breve, altrove. Spero, sempre che VB non si sia rotta le balle dei miei novecentosettantacinque microcambiamenti. Perché ho fatto novecentosettantacinque microcambiamenti: l’insicurezza, e l’ansia, e il bisogno di dimostrare a me stessa di poter fare bene, e insomma.

Poi è successa una cosa IMPORTANTISSIMA.

Era San Valentino! E cosa succedeva quest’anno a San Valentino? Uscivano le sfumature!, direte voi miei piccoli amici. No, anche perché se ho capito bene hanno anticipato l’uscita – no, delle sfumature m’importa davvero una beata mazza e rimando al pregevole post della Snob o all’altrettanto pregevole post su Softrevolution per le questioni importanti (ma lo guarderò, in home video. Con la Signorina Random).

concedetemela.
concedetemela.

NO! il 14 febbraio 2015 c’erano gli Alt-J a Milano.

E io ero là. Insieme a Miranda, in tribuna megagoldcentralissima-mannaggiammechenonhoportatolamacchinafotografica- ma centrale che si vedeva tutto. Io, che sono della scuola ‘ai concerti si sta in piedi’, mi stavo quasi per ricredere. Jesus. Che rabbia, la macchina fotografica. Che rabbia quando hanno tirato tutti su gli accendini e il forum si è acceso e le luci calde contrastavano con quelle fredde del palco e il mio stupido fono non capiva come calibrare il tutto.

Comunque Snob non te l’ho presa la maglietta, e non l’ho presa nemmeno per me – la calca mi ha fatto desistere (nel mio caso anche la taccagneria povertà – TRENTA EURI una tee, aho). Sorry. Tanto tornano st’estate.

Ma non è questa la cosa fondamentale. La cosa fondamentale è che il giorno dopo siamo andate a Pavia a trovare mia cugina e io un po’ vigliaccamente e molto a disagio ho omesso di presentare Miranda in qualsiasi modo. Ciao cugina, lei è miranda. Fine. Non facevo nulla per nascondere le cose, eppure ho omesso la dichiarazione verbale e la disponibilità allo sbaciucchiamento. Vero: ho una situazione familiare complessa e una zia omofoba se non completamente fuori di testa, ma effettivamente i miei cugini penso che abbiano una mentalità un po’ più aperta di Quella lì. Vero, mia madre soffre potentemente di qualcosa che non so se chiamare minority stress, omofobia interiorizzata o solo timore all’idea che questa cosa emerga in famiglia, ma io in teoria sarei a favore del coming out. Vero tutto. E però non ho fatto un cazzo. DISAGIO. Miranda durante il viaggio di ritorno era palesemente scazzata, io mi sentivo in colpa, arrabbiata, triste, mia cugina mi scrive su snapchat (il mio unico contatto su snapchat) – simpatica lei. Tua morosa?

Sì.

  • Potevi anche dirmelo, stronza.

O mythos deloi oti: stare in the closet fa male a chiunque, uscire dall’armadio è bello e la vita è più felice. MA SUL SERIO, cazzo, voi non avete idea del sollievo (ok, forse qualcuno sì). Poi l’ho gestita di merda e ne ho fatte incazzare due in un colpo solo (peraltro due dal carattere veramente molto simile), ma quando si è tranquillizzata la cosa mi sentivo tipo libera e felice come una farfalla!, anche senza ciclo.

Mi sa che sono successe varie altre cose. Tipo che sono a casa nuova, la situazione è, per usare un eufemismo, strana, e inizio a pensare di dover trovare un altro lavoro perché con sti soldi ci campo male, devo vincere la stanchezza mentale, scacciare quella vaga tristezza che ancora aleggia, darmi da fare, devo scrivere ancora quella recensione, devo scrivere una cosa entro 15 giorni ma a parte tutto il 7 sono alla Black Spring di Firenze a presentare un libro sullo skate. Un libro molto figo sullo skate.

Vado a studiare, che la mia conoscenza della materia si riduce pressoché a questo:

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8 pensieri riguardo “Dopodomani sicuramente.

  1. Concordo con Mareva: anch’io ho commesso spesso l’errore di sottovalutare a priori le capacita’ intellettive (e l’intelligenza emotiva) di qualcuno per poi essere smentita e devo dire che e’ un sollievo e una gran gioia, ricredersi (in positivo, s’intende).

    Altre volte, pero’, sotto sotto non apriamo bocca perche’ un po’ ci si caca in mano e allora la risposta sta sempre li’, nella consapevolezza e nel coraggio di riconoscersi e affermarsi.
    Sul procastinare che ti devo di’? Io sono la regina, anzi facciamo che ne parliano un’altra volta (;-)

    Invidia tanta per gli ALTJ e aspetto con curiosita’ il libro sullo skate!

  2. Siamo talmente abituati a essere delusi dalle persone che a volte sottovalutiamo le loro capacità intellettive. Ma essere sorpresi in positivo è una di quelle cose che valgono sempre la pena.

    A volte, poi, procrastinare è sano: ci ricorda che il mondo continua anche se non prestiamo sempre fede ai nostri impegni.

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