Una ballata del mare salato

Dice: non puoi mica stare due settimane con l’ansia!
Oh, certo che posso.

Qualche giorno fa mi è arrivata una mail che mi invitava a presentarmi a un colloquio il giorno mercoledì 21 gennaio. A Venezia.

è sempre lei, Beatonna

Cazzo faccio? O meglio: come? Perché era ovvio che volevo andarci, ma è anche ovvio che ho un lavoro, e per quanto brutalmente noioso questo lavoro sia non potevo mica prendermi un giorno, dopo manco un mese che ci lavoro. No?
Madreh: datti malata! (E il certificato?)
Maman: parente morto! (No che non voglio portarmi sfiga)
Insomma ho passato un pomeriggio a sclerare, letteralmente, a pensare ogni possibile scusa al mondo. Pareva di giocare a Sì! Oscuro signore.

Poi alla fine ho detto la verità e ho fatto il biglietto del treno. Questo mi mette in una posizione un po’ brutta nei confronti dei miei datori di lavoro, che peraltro mi stanno molto simpatici. Non ho detto laveritànientaltrochelaverità, lo ammetto. Oggi ho detto solo che si sono interessati ma che non so se e quando effettivamente gli servirò e per cosa.
Invece, se mi pigliano, è una cosa che è più o meno un sogno.

Ora: non succede. Ma se succede.

Io poi non sono brava ai colloqui, come prova il fatto che non riesco a trovar casa. Devo avere un evidente problema di Bitchy Resting Face. O risulti troppo ansiosa. O distante. O cretina, che ne so.

Ansiansiansiansiansiansia
Ansiansiansiansiansiansia

Boh. Non lo so. Incrociamo tutti le dita, perché non succede, ma se succede vola tutto.
Lo saprò tra circa due settimane. Gesoo. Forse di più. GESOO.

COMUNQUE.
Dopo il colloquio ho deciso di farmi un giro per la città, visto che avevo ancora due orette prima del treno di ritorno. Venezia alla fine l’ho vista solo alle medie e mi divertivo più a fotografare i vaffanculi delle mie compagne di classe o i piccioni che a vedere effettivamente le cose.
E quindi mi sono avventurata, col telefono che non prendeva l’internet e quindi dovevo affidarmi a cartelli che palesemente mi prendevano in giro: SAN MARCO. E la freccia mandava da tutte e due le parti. RIALTO. E c’era una freccia che mandava a destra e una che invitava a buttarti nel canale. FERROVIA. E la freccia diretta precisamente contro un vicolo cieco.
Aggiungiamoci che ho il senso dell’orientamento di Ryoga Hibiki. E rendiamoci conto che alle 16,20 con il treno alle 17,25 io ero a San Marco a fotografare le gondoline beccheggianti, “tanto è vicino”.

2015/01/img_3845.jpg
Poi miracolosamente mi funzionava la rete e google mi dice: a piedi, trenta minuti.
Wait, what? Ma se era qui dietro l’angolo!
Poi c’è Gaia che mi scrive di non fidarmi di google maps che il 90% delle volte ti dice che sei in un canale, quindi chiedo ai veneziani e mi fanno: è facile, passi il ponte.
SCUSI? Ci salgo sopra e penso fortissimo STAZIONESTAZIONESTAZIONE e sono per magia a Santa Lucia? No perché ecco. 435, ce ne sono.
Quindi mi sono affidata a google e ai cartelli ambivalenti, terrorizzata, andando velocissima a falcate che manco Grampasso. Artigliando l’ipad che tutta quell’acqua intorno non era per niente rassicurante.
Dovevo fare pipì da prima del colloquio, ma lì mi vergognavo a chiedere e poi non trovavo nessun posto che sembrasse avere un bar e magari un cesso. O mi facevo il gottino di vino, ma anche no, ecco.
[dice: potevi pigliare il vaporetto? – sì, SETTE EURO all’anima loro, mi porto il pranzo da casa per mangiarlo sul treno e poi regalo setteuri all’anonima vaporetti?]

Comunque sono arrivata in tempo, sono anche riuscita a prendere il caffè insieme a Severino (certo che è pazzesco, arrivo a Venezia e incontro prima una ragazza che conoscevo a Siena e poi in mezzo a una strada random pure Severino, che era lì con il mio stesso obiettivo grazie al nostro Venerato Maestro. Tipo che io alzo la testa dal telefono, lui alza la testa dal telefono e, in coro, “ma tu che cazzo ci fai qui?” – Forse il cazzo ce l’ho messo solo io però, da brava camionista -)
E niente, Venezia è l’incubo di chi come me non si orienta nemmeno sulla strada di casa sua.

Non succede, ma se succede dovrò necessariamente iscrivermi a un corso di Orienteering del CAI.

Annunci

10 pensieri riguardo “Una ballata del mare salato

  1. anche se sono capitata qui da un paio di post, io incrocio le dita per te.
    che sia mai che se si avvera, tu mi possa dare una mano ad orientarmi se e quando mi farò una gita a Venezia :)

Dimmi tutto

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...