Una piccola aggiunta: IL TRISTE MOJITO

Non ho il capo per scrivere qualcosa per bene: ho iniziato a lavorare e ci sono sedicimila cose da imparare, peraltro a velocità ipersonica, perché la tipa che doveva andare in maternità a metà febbraio ci va, per ordine del dottore, il 21 gennaio. Cioè praticamente dopodomani. Quindi devo imparare tanto imparare tutto e il cervello mi frigge.

In ogni caso avevo promesso a Annoula di mettere sul blog una specialissima citazione DellaMMerda, in aggiunta a questo post (non me ne voglia VDG, in realtà certe parti del romanzo, a ripensarci, le ho pure apprezzate): l’incipit di Cuore Cavo.

Ora, il personaggio di VdG è esattamente come ve lo immaginate. Scostante/timido, poco incline ad accettare le critiche – abbiamo letto al corso per redattori il suo romanzo, per farne tutta l’analisi come se fosse un manoscritto da valutare, e ha ricevuto diverse stroncature: alla fine lei ha detto ‘si vede che siete ancora inesperti’, che volevo risponderle abbellafia ma con chi credi di parlare? Con gli ultimi degli stronzi? Qua c’è gente con cervelli da vendere – e non parlo di me, c’era veramente gente bravissima. Cui auguro tutto il bene del mondo da oggi a per sempre.

Tra l’altro in questi giorni di ufficio m’è presa la nostalgia dello stage di roma, con tutto che era una situazione atroce, i libri erano quasi tutti brutti e non ero pagata: un po’ per l’open office, un po’ per il fatto che facevo una cosa che mi piaceva davvero tantissimo, un po’ per la sigaretta mattutina con Valeria – sto cercando disperatamente di fumare il meno possibile, soprattutto la mattina che tanto lo so che poi sto male, ma quando aspetto che vengano ad aprire ho una voglia tremenda di girarmene una e mi aspetto sempre che arrivi la Valeria a guardarmi male perché non ho ancora acceso.
Poi nessuno pranza lì, vanno tutti fuori (perché il loro stipendio è serio, mica come il mio) sempre. E siccome io non voglio campare di panini di merda né spendere millemila euri al giorno, mangio il mio cibo autoprodotto seduta ai tavolini della scuola, nella cosiddetta Cafeteria (che sono i tavolini più delle macchinette). E non c’è manco un cazzo di forno microonde! Ufficio! Mi regalate lo scaldavivande dell’Ariete? O qualcosa di simile?

Vabbè, dopo questa mega divagazione. Dicevo. Niente, il libro di VdG non mi è piaciuto minimamente, a parte certe parti veramente potenti a livello di scrittura, ma in generale MEH.
E poi c’è questo cazzo di incipit.

Nel 2011 è finito il mondo: mi sono uccisa.
Il 23 luglio, alle 15.29, la mia morte è partita da Catania. Epicentro il mio corpo secco disteso, i miei trecento grammi di cuore umano, i seni piccoli, gli occhi gonfi, l’encefalo tramortito, il polso destro appoggiato sul bordo della vasca, l’altro immerso in un triste mojito di bagnoschiuma alla menta e sangue.

un triste mojito di bagnoschiuma alla menta e sangue.

Aiutatemi a dire “EEEW”.
(che poi in realtà proprio quella parte è la più bella, dopo prosegue e migliora. Poi ripeggiora, purtroppo)

A me comunque una volta regalarono il bagnoschiuma al Tequila Sunrise. Menomale che questo libro non esisteva, ancora.

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2 pensieri riguardo “Una piccola aggiunta: IL TRISTE MOJITO

  1. Secondo me, anche quando sembrava lei a parlare, in realtà era sempre l’ufficio stampa e/o. Se ti ricordi aveva anche un cuore cavo come ciondolo che sembrava una cosa dei War Hammer.

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