Quando avevo il blog su Splinder usavo fare così

* plin plon*

Comunicazione di servizio:

Car* amic* che “MA NON CI VEDIAMO MAIIIII” o “NON CI SENTIAMO MAIII”: ciao, io sono qua, fissa a Firenze ormai da tre mesi, e il mio telefono funziona. Lo cago poco ma poi se vedo una chiamata persa generalmente richiamo. Vedo tutti volentieri e cerco di far combaciare gli impegni e mi fa piacere vedere i vecchi e i nuovi amici.

QUINDI formulo un proposito (1) e un’affermazione (2) per l’anno nuovo.

(1) A partire da gennaio non proporrò più cose alla gente che mi dice “vediamociiiii” e poi scompare. Io qua sto.

(2) Se poi non ci si vede mai, è colpa vostra. Io il tempo per voi lo trovo, se volete trovarlo per me sono contenta, sennò anche bòna.

con sincero e imperituro affetto, e un po’ di sfavamento ma sempre affettuosissimo,

io.

*plin plon*

(questa volta dico davvero)


Volevo fare il post criptico che fa tanto blogger, che dico le cose ma in realtà non le dico veramente, però temo di non esserne più capace. In ogni caso la sostanza della mia comunicazione di servizio mi pare ovvia. Il motivo scatenante è che ci sono un paio di persone il cui comportamento mi ha lasciata, per così dire, di merda. Ho tantissssssimo da fare! e poi mi ritrovo su fb la bacheca invasa di gioia e fancazzismo. Che per carità. Va bene. Avoglia. Son contenta per voi. E però onestamente checcazzo. Non parlo di conoscenti, eh, ma di amici. Amiciamiciamiciamici amici carissimi che magari cazzeggiano pure insieme ma non si premurano di ricordarsi che tre giorni prima mi hanno scritto oooh mi manchi speriamo di vederci presto ooooohh aaaahhhh mavafangul, a un certo punto, vafangul davvero. Poi io non è che pretendo di essere presa in considerazione per forza ogni volta che si ha un minuto libero, sono la prima a non farlo. Ma una volta in tre mesi, visto che viviamo nelle stesse città (sì, al plurale), magari. Una telefonata. Un messaggio ogni tanto. Un cazzo di sticker nella chat di facebook. Maddehè. MAI. UN. GESTO. CHE. PARTA. DA. LORO. Dice eh ma che vuoi farci, son fatti così.

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Bene, e io son fatta così invece: non sono il tipo che insiste allo stremo, non mi piace asfissiare la gente, temo sempre di disturbare, soprattutto se i messaggi o le richieste di incontro non ricevono un minimo feedback se non l’ipocrita “non ho mai tempo ma vediamoci”.
E quindi, pur ammettendo una moderata insicurezza e paranoia, deduco che non ci sia abbastanza voglia di vedermi, di sentirmi, di raccontarmi, di sapere cosa faccio o come sto.
E siccome ok l’insicurezza, ma non mi pare di far niente di male a parte cercare di essere un’amica, a una certa, davvero, vafangul.

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8 pensieri riguardo “Quando avevo il blog su Splinder usavo fare così

  1. ahahaha!
    E’ un classico, non te la prendere: tutti diciamo a tutti che ci sono simpatici, che gli volgiamo bene, che li vedremmo tanto volentieri, dai si si organizza, vediamoci.
    Ma non è molto vero – è che pare brutto fare una classifica di gradimento e dire che il desiderio di vedere uno è 3 su 5, come le stelline di una review: non ti fa schifo, però deve capitare senza sbattimenti, mentre per un altro 5 stelline (si ! si! si!).

    Aggiungiamo che tutti dicono “io ho tanto da fare”, altrimenti pare brutto – magari poi ti mettono in cassa integrazione, va a sapere.

    Sono sempre segnali che indicano che è bene cercarsi nuove anime affini.

    1. il punto è che le persone che hanno scatenato questo sfogo sono persone a me molto molto molto MOLTO care, e quindi ci sono veramente rimasta di merda.
      Poi che sia normale lo sappiamo, lo facciamo tutti.
      Però, ‘nsomma. Visto il livello di vicinanza, da queste persone qua mi aspetterei un po’ meno… come dire, sfuggevolezza :D

      1. … immagino… ma, ripeto, è sempre un segnale che occorre cercare altre animi affini. Non che devi dimenticare le molto molto molto care, ma magari per te lo sono ancora molto, ma tu non lo sei più così tanto per loro.
        Capita.

        E così ho detto la prima cattiveria dell’anno ;P

  2. Questa ormai è una costante. A volte sono io quella del “vediamoci” e poi non propongo, lo so ma è poi mi dico che non può sempre essere mia responsabilità e una mossa ci deve essere anche dall’altra parte, e che cazzo!

    1. Ma infatti. Lo faccio anche io. Lo fanno tutti. Una volta ogni tanto. Però dopo duecento volte che proponi cose precise e 1) c’è la buca all’ultimo o 2) c’è la scusa raccattata a caso… Alla fine ti fai una domanda e ti dai pure la risposta, ecco.
      SGRUNT.

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