AWKWARD.

Voglio essere/sposare/sentire dal vivo/fare cosacce con Amanda Fucking Palmer. Mi sono fatta una playlist in quella cosa schifosissima che è XBOX MUSIC, la app per sentire la musica sui windows foni (no, sul serio, fa schifo. E, visto che non posso cambiare telefono, programmatori in ascolto, sviluppatemela un’appina decente, per favore) (E no, non ce li ho 20 euro al mese per farmi spotify premium, quindi voglio il lettore offline). Si chiama “femmine” e ci stanno dentro: Tori Amos, Regina Spektor, PJ Harvey e Amanda Palmer. TIÈ.

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Che invidia, ste donne mega confident.

Me le ascolto allegramente mentre vado al florence queer festival: ho avuto l’accredito da blogger (!) (ma non con questo blog, con quello serio, che se gli presentavo questo si facevano una grassa e solenne risata). Ho avuto un gran culo ad avere l’accredito, perché sto spendendo un sacco di soldi e gli abbonamenti per i festival – questo e il festival dei popoli – potevano diventare un po’ impegnativi. Solo che mi vergogno tantissimo, a presentarmi al banco ogni volta e fare la fia col tesserino “PRESS” per prendere i biglietti. Quindi tengo sto benedetto tesserino nascosto ovunque e faccio tipo maniaco flasher: lo mostro per un secondo, mi prendo il biglietto e lo rinascondo e poi mi nascondo pure io. Perché? Perché, avendo IL POTERE, mi comporto come una raccattata? Forse perché sono una raccattata, ma questo mica lo sanno le figlioline al banco. Eppure è sempre così: capito in un’intervista e inizio ad avere tutti i tic del mondo, faccio le facce, balbetto come una deficiente. Vado a ritirare un premio – ho vinto un voucher da centoeuri per un corso di fotografia, raghi, grazie a una foto – e non sono capace di stare ferma in una posizione decente nemmeno per i trenta secondi della foto ricordo.
Sì perché poi io chiacchiero chiacchiero e me vesto yeah e i vestitini e gli shorts e le calze buffe e settantacinque paia di stivali, ma la verità è che alla fine sono sempre un po’ troppo cosciente dello spazio che occupa il mio corpo e NON SO COME CAZZO MUOVERMI.

Poi certo, ho il ciclo e ho appena passato la fase “mangerei pure il gatto immerso nella cioccolata e fritto”, con i conseguenti sensi di colpa. Non credo che aiuti.

COMUNQUE. A BREVE: TANTA GINNASTICA! Ciò che non poté la volontà potrà la schiena. Ho un referto medico che sembra la descrizione del gobbo di notre dame, curva de qua, storta de là, l’ankasbilenka come nelle peggio freddure, torsioni, rettileinizzazioni, insomma dico: che devo fare? E la dottoressa dice: ciccia, t’hai da iniziare a anda’ in palestra e non smettere mai più. Magari a nuoto? No, a nuoto non ci vo per ora. Ma in palestra sì. E magari quando ho recuperato un pochino di muscoli e uno stipendio mi iscrivo pure a yoga – ci penso da un bel po’, l’unico tentativo l’ho fatto anni fa ed è stato ridicolo, forse a sto giro va meglio.

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ecco.

Poi niente, volevo dire che ho visto un sacco di film bellini, e ieri in particolare c’era questo su ‘sta vecchia francese femminista, chiamato “Rebel Menopause”, che mi è piaciuto un sacchissimo e dopo la proiezione c’era la vecchia che rispondeva alle domande e a un certo punto fa una battuta sul fatto che i tempi cambiano e siamo alla fine di tutto e noi italiani pure alla fine dell’impero romano e-
e s’alza una figliolina per intervenire. Immaginatela: bellina, secchina, di quelle che perdavvero fanno yoga o danza o qualcosa del genere, tutta drittina, riccetta, che manco fosse sotto coca tira una sparata bestiale: SAREMO ANCHE ALLA FINE DELL’IMPERO ROMANO MA VOLEVODIRECHEINITALIAC’ÈILSETTANTACINQUEPERCENTODELLEOPERED’ARTEMONDIALI.

A quel punto in sala s’è sentito, distintamente, il pensiero comune riecheggiare in sala. E STI CAZZI DOVE LI METTI? C’erano sopracciglia che volavano altissime, gole che si schiarivano, la vecchia che rimaneva in gentile attesa perché grazie al cielo non aveva capito e quando poi le hanno tradotto la frase non ha fatto mossa. Ha continuato esattamente da dove era stata interrotta. VECCHIA 1000 – GIOVANESTRULLA 0.
Poi dopo, tra una proiezione e un’altra, sono andata a far la fila al bagno e c’era la giovanestrulla al telefono che raccontava questo episodio gloriandosi: “eh scusa ma sono sbottata, eh, questa arriva dalla francia a infamarci e ha il coraggio di dire che… ma stattene in francia… ma cazzo vuoi!… dici sono stata un po’ esagerata? ma no ma scusa ma che dovevo fare hihihihi ma sta stronza”.
Sono stata bravissima. Non ho detto una parola. Non ho nemmeno fatto troppe facce allo specchio del bagno per commentare la suprema imbecillità.

Quindi dai, mi sono un po’ consolata. C’è sempre qualcuno più socially awkward di te, ovunque tu vada, comunque tu sia.


Ps. Non guardatelo, Awkard. Parte carino ma poi diventa una palla. Guardatevi Faking It, invece, che parte carino e diventa carinissimo.
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12 pensieri riguardo “AWKWARD.

  1. Ma tu sai dove metterle le braccia? No perché io sono continuamente in difficoltà col corpo. Dove cazzo vanno le braccia? E le mani? No perché è facile sentirsi fighe finché nessuno ci rende consapevoli di noi stesse. Lì, poi sono cazzi. E disagi. Troppi.

    Io sono una grande amante di Awkward, per cui mi fido e mi guardo anche Faking it.

    (Io stravedo per te)

    1. comunque ieri ho visto l’ultima puntata della seconda stagione di awkward e ho riso dall’inizio alla fine. La parodia di Twilight mi ha schiantata!
      Però mi pare che sia un po’ su una curva discendente. Se mi dici che si riprende, continuo. By the way: #TEAMSADIE!!

      sì guarda faking it! Davvero, è un gioiellino di serie.

      (tutto quello che dici su braccia e mani lo quoto del tutto. e avrei pure fatto vari anni di teatro.)

      (eeee… AW, grazie, imbarazzo)

      1. Rispondo con elegante ritardo: Awkward (ho finito l’ultima stagione ieri) diventa forse un filino melenso ma merita secondo me. Anche perché Sadie è sempre più una mega bitch e l’adoro!

      1. Ma per nulla!
        Amanda Palmer è un personaggio/persona adorabile, ispirante e che serve un monte di questi tempi. Dice cose belle e condivisibili, ma dal punto di vista musicale è un BIG NOPE per me, almeno per ora (può essere che in futuro mi catturi, ma per ora non ci siamo). Inoltre, sta un sacco bene con Neil, sono molto ben assortiti secondo me, quindi grazie no.
        Parlavo di essere socialmente imbarazzante.

          1. Un giorno ti racconterò di quando io e Harriet giochiamo a Neil e Amanda.
            E io sono Neil.
            Minchia se so’ awkward! E so’ pure un botto clumsy!

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