Studeo, es, studui, – , studere

Ok,

lo sto facendo. Ho contattato i professori, contattato le segreterie, sfanculato di brutto la cara UniFi perché chiede soldi anche per le cose che non ti servono e qua soldi non ce ne sono.
L’università di Pisa è la prescelta.
E io mi devo rimettere a studiare. Sono circa sei mesi che dico questa cosa e sono circa sei mesi che continuo a rimandare, rimandare, rimandare il più possibile, accampando scuse o semplicemente lasciando che i buoni propositi scivolassero via.

Mi vengono i brividi. Anche perché ormai sono quasi due anni che non mi metto su un libro di testo e preparo esami. E l’idea di prendere CINQUE testi latini da commentare e tradurre mi sta facendo una paura che mai nella vita.
Perché poi avoglia a dire sticazzi io punto al diciotto e via: io fui una secchiona, non perfettina ma cazzo se volevo i miei 30, della secchiona ho l’impostazione mentale, e quindi non riuscirò mai a puntare al diciotto. Anche non impegnandomi, starò male perché non mi impegno, e starò male perché impegnandomi vedrò che non son capace come lo sarei stata qualche anno fa, di mettermi sotto e farmi le nottate mangiando cereali e bevendo tè caldi.

E tutto questo è doppiamente frustrante, perché la verità è che io questa cosa non la voglio fare: non ho mai voluto insegnare, nella mia vita, e ho avuto troppi insegnanti frustrati e incapaci di trasmettere passione per tentare di entrare a fare parte di quella schiera. Io voglio fare i libri. Voglio comunicare, editare, impaginare, correggere. L’insegnamento non è mai stato – MAI – una cosa che ho seriamente contemplato. Eppure devo: perché non c’è lavoro e se ti chiamano per una supplenza #sossoldi e se non ti chiamano almeno ci hai provato e i miei ce l’hanno con me perché al tempo in cui potevo fare questa cosa ‘gratuitamente’, da iscritta all’università, ho preferito fare i miei esamini di studi di genere e semiotica del testo e storia dell’italia contemporanea, e stare un anno sulla tesi invece di dare in esubero latino o storia romana.

E poi sono stufa di studiare, di specializzarmi, di cercare i master e poi gli stage e poi un altro master e poi l’esame che mi serve per accedere a questo o quel concorso. Senza, mai, un ritorno.

Ma, siccome non c’è lavoro,

anche se aderisco con tutto il cuore allo sciopero sociale di domani, contro il JobsAct e le belle parole sui precari e i disoccupati che la gente manco sa di che si sta a parla’, con tutte le cose simpatiche di stage e garanzie giovani (a proposito: VAFFANCULO GARANZIA GIOVANI E LA APP CHE NON FUNZIONA – ma questa è un’altra storia) e santi in paradiso,

anche se provo del malessere fisico,

domani vado in banca, pago i 500 euri di bollettino, e poi mi procuro i libri di testo (in biblioteca, perché col cavolo che mi metto pure a comprare libri di latino e geografia), e poi mi rimetto a studiare.

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14 pensieri riguardo “Studeo, es, studui, – , studere

  1. Hai tutta la mia stima. Io conta che non ho dato neanche Lingua Latina con la Puliga. Proprio ZERO. Me lo dicevano che una vita passata a fa’ Comparate/Teoria/IspanoAmericana non sarebbe servita ad un cazzo. Secondo te ho dato ascolto?

    1. io l’ho fatto, l’esame con la Puliga. Turns out che NON E’ LA CLASSE D’ESAME GIUSTA. (E preferisco non pensare a quanta inutile linguistica italiana demmerdadeLorenzoVianidemmerdadeidizionarietimologicidemmerda che mi sono ciucciata. E mi mancano sette crediti. SETTE)

  2. Ti capisco moltissimo. A 31 anni con lavoretti precari (attualmente senza) e due lauree (triennali) e qualche corso di approfondimento qui e là ho un tale sconforto addosso che non so nemmeno da che parte guardare. Sembra che non sia mai abbastanza ciò che ho studiato/fatto e contemporaneamente sia troppo. Ho troppa esperienza e o troppo poca. E quindi sono qui in questo limbo che mi domando: e quindi?

    1. Davvero! Altro che #socialstrike”, l’hashtag giusto sarebbe proprio #equindi?
      Perché qua in un modo o nell’altro siamo sempre noi a, scusa la finezza, prenderla in tasca!

        1. no ma hai ragione. Solo che a ‘na certa (soprattutto quando ricevi una mail che ti dice di studiarti CINQUE OPERE LATINE IN ORIGINALE) l’ottimismo va anche a farsi benedire! :P

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