Hipster, robottoni, Scarlett Johansson e due richieste d’aiuto

Questa è la seconda parte di vari post: quello su Her, e quello delle #cose. E poi anche di vari altri.

Ma andiamo con ordine.

Mentre ero giù, nella settimana di Puglia e #nonnino che ha incrementato in modo esponenziale il mio ritorno all’adolescenza (leggi: sono piena di orrendi brufoli), ho passato un po’ di tempo con la cugina che poi si è trasferita gioiosamente al Nord nel suo primo anno di fuorisedismo. A fare che? Principalmente a guardare film: sono stata costretta a guardare Colpa delle stelle – non che non volessi in realtà, è che, diciamo, il contesto non era esattamente dei migliori per guardare un film che parla di quelle cose lì. Ma facciamo finta di niente, vediamoci un film con colonna sonora irritantissima e l’attrice di DAIVERGENT che forse allora sa un pochino recitare. Ci sono parti carine, sarei curiosa del libro, la storia dello scrittore sbronzone è molto più che telefonata evabbè. Io non è che proprio rientrassi nel target.

che poi adesso mi immagino l’orda di ragazzini che svampano metafore.

POI HO VISTO FINALMENTE HER.

Adesso il mio computer nuovo si chiama Samantho (perché è maschio) e mi auguro vivamente che non si evolva e mi abbandoni troppo presto che non ho i soldi per comprarne uno nuovo. Ma giusto, è windows, di che mi preoccupo? Ovviamente là dentro era tutto marcato Mela, anche se non si vedeva. Perché è vero, l’estetica di Her è clamorosamente, sfacciatamente, dichiaratamente hipster. Dal baffo alla grafica delle letterine scritte a mano.
Ma, a questo punto, ripropongo la domanda che già avevo fatto quando ancora non avevo visto il film:

E QUINDI?

Secondo me HER – l’ho visto in inglese e lo chiamo in inglese, scusate – è proprio un bel film. Racconta una storia interessante e tutto sommato nemmeno così improbabile.

Ma anche se fosse improbabile. Vabbè. Il fatto è che davvero Spike Jonze è riuscito a sospendere ogni forma di giudizio morale nella storia che crea tra quei due e tutto un sistema intorno che è concorde. Ho avuto paura che la cosa finisse male solo quando la ex si incazzava con lui, ma il seguito dimostrava quasi che era lei a essere in torto per il fatto che Ted si fosse innamorato di un OS. Quasi perché per come finisce viene da dire che forse non era il caso: ma non certo perché c’è qualche oscena immoralità. Anzi, il finale è veramente bello, delicato. Insomma, bravo Spike, e i rosiconi continuino pure a discettare sugli orrendi pantaloni di fustagno.

Detto questo, devo linkare un pezzo da Big Bang Theory, che guardavo before it was mainstream e che peraltro ho smesso di seguire da un bel po’. Ma:

Nel frattempo, tra un film serio e un altro, mi sto sparando tutti quanti i film Marvel. Miranda era convinta che avrei odiato Tony Stark, ma come poteva pensarlo? È un adorabile semi-autistico geek che parla da solo a voce bassissima e fa cose da pazzi e si costruisce da solo il robottone!

Però ho visto solo l’uno, magari dopo mi scoccio. Quindi per ora ho visto, in ordine più o meno sparso: i Captain America, uno degli Avengers, tutti i Wolverine, tutti gli X men e un Tony Stark. Mi mancano gli altri e poi mi manca THOR.
Il problema è che ogni volta che vedo Thor o penso a Thor, mi si stampa nella testa lui.

Aniene. E se non lo conoscete ponete subito rimedio alla vostra ignoranza.
Aniene. E se non lo conoscete ponete subito rimedio alla vostra ignoranza.

Quindi non so se riuscirò nell’impresa. In ogni caso, w i supereroi con la loro criptogaiezza e la gioia di vivere (a parte Batman) e gli scontri sboroni per terra e per aria. E viva, viva, viva Natasha Romanoff.

Pare un post su Scarlett Johannson questo, tra la Vedova Nera e la voce seschi di Samantha.
Ma non è così – credo – nel senso, dai, Scarlett è la Piastrella Maxima del mondo (piastrella: donna dalla scarsa attrattività nonostante risponda agli odierni e condivisi canoni di bellezza). E però, solo la voce, o vestita badass coi capelli rossi, beh. BEH.

COOOMUNQUE.

Tra poco mi trasferisco a Firenze a occupare la stanza di Miranda mentre lei è a fare la figa nelle scuole di cucina, devo ancora dirlo a Pablo ma capirai, per quanto sto a casa (povero Pablo, sempre solo in questo freddo e oscuro maniero).

Oggi è un mese che non c’è più Bobo. Per casa girano due sostituti potenziali, un gatto più o meno uguale a lui ma molto più giovane, prontamente soprannominato Palle d’oro in virtù di un attributo abbastanza notevole – e che sfrutta in abbondanza, a giudicare dalle panze di tutte le gattine; una gattina minuscola ma ugualissima. Non si fa avvicinare, ma è uguale.
Invece PDO basta che fai sentire rumore di cibo e si materializza: sono proprio parenti, aw

Le cose merdone in famiglia paiono invece andare meglio.

Io devo ancora fare settordici analisi (sangue, schiena, occhi e chi più ne ha più ne metta): per favore, o tutti, aiutatemi a non rimandare all’inverosimile. Perché in queste cose sono un cesso: vado di continuo a farmi fare prescrizioni dalla dottoressa, me le metto in bella vista sulla scrivania e poi lascio che lentamente sbiadiscano, si impolverino, diventino come dire lettera morta. E invece devo fare ste robe, perché mi fa troppo male il collo e ho i brufoli e il mal di testa e non ci vedo (ma questo si sapeva già).

Per un’altra cosa ho bisogno di aiuto: GIORGELIOT NON HA IL LOGO. Per logo intendo un’immagine “di copertina”, o header, personalizzata che si combini con una cosina più stilizzata ma emblematica che andrebbe a costituire l’avatar. Se semo capiti? Ora magari a nessuno ‘mporta una cippa, ma a me un pochino sì. Più che altro perché magari a un certo punto volevo fare la pagina feisbusch e non saprei come customizzarla. Certo ci so’ sempre le donnine isteriche, ma qualcosa di originale non mi dispiaceva. Il problema è che non so cosa. E quindi, miei tre lettori (siete tutte femmine in realtà, almeno chi commenta, ma non si sa mai offendo qualcuno), che ce vedete come logo per giorgi? O è presto per tutta questa cosa e le mie manie di grandezza mi stanno sovrastando e presto penserò di comandare il mondo attraverso un server – ah no, c’è già PEPPEKRILLO per questo -?

Aiutatemi, che da me non ce la posso fare.


EDIT

MI ERO DIMENTICATA UNA COSA IMPORTANTISSIMA: THAT GUM YOU LIKE IS GOING TO COME BACK IN STYLE.

BUZZ

GIOIA E FELICITUDINE. Speriamo non facciano un troiaio. Ma abbiamo fede: è la premiata ditta Lynch&Frost.
Per chi non se lo ricordasse, qui c’è un po’ di (assolutamente non confermato) [SPOILER]!
Se invece volete leggervi cose serie su TP, o non l’avete visto ma volete vederlo, fate come vi dice la Signora Ceppo e leggete qui.

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2 pensieri riguardo “Hipster, robottoni, Scarlett Johansson e due richieste d’aiuto

  1. «Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi!» cit. l’agenda di Hermione Granger

    A(g)niene ♥ ♥ ♥

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