Cose che ho imparato, cose che temo, cose che ho ammesso

[NB: editing, foto e link li aggiungo quando ho un computer, che la app di wordpress è una schifezza, la versione desktop su ipad peggio me sento, sono le sette di mattina e sono in una macchina piena di bagagli e scatoloni per ragioni che saranno rese note più avanti, ciao.]

Sì ok manco da tremila anni. Il fatto è che dopo matera mi sono fermata un’altra settimana giù per stare un po’ coi parenti e aiutare madre a gestire #nonnino (ormai una facebook star) quando lei era in ospedale. In teoria mi dovevo anche riposare, in pratica vaaaabè.

Grazie Miranda
Miranda ha colto perfettamente la mia essenza

Comunque volevo parlare delle cose belle, visto che a volte succedono. No, non ho trovato lavoro. No, non ho vinto alla lotteria. Insomma niente che implichi il Dio Denaro (porrrrco – è una bestemmia!, ciao morgan, eri bello con i bluvertigo). Però ecco, i tre giorni di matera, a parte che ho appreso una quantità incredibile di cose interessanti di cui disquisirò nel blog serio appena rimetto piede in Toscana Felix, mi hanno seriamente fatto del bene. Ho disconnesso il cervello da tutto – ed ero al centro delle mie fonti di ansia: gente che di lavoro faceva quello che vorrei fare, l’ospedale vicino, la famiiiiigghia – e mi sono goduta questi giorni. Ho conosciuto un paio di persone veramente interessanti, da cui ho imparato che la faccia di, diciamo, bronzo, non è mai abbastanza e che tutto può essere utile, pure riciclare dolcetti per parlare con i potenziali clienti (la mia ammirazione per Ricardo in quel momento è schizzata a piani altissimi). Perché io ho sempre il terrore di disturbare la gente, di chiedere troppo, in un certo senso “vorrei essere notata”. Ma questo non accadrà e lo sappiamo tutti, se voglio che questo avvenga lo devo fare da sola e quindi appena torno a casa ACCENDO IL MIO NUOVO COMPUTER (Gaudeamus igitur, l’ho comprato, grazie Ciocci e Jumpinshark per la consulenza) aggiorno il cv e lo mando a quelle due persone che alla fine, dopo un sacco di ansia, sono riuscita ad approcciare. E anche alle altre. A novembre me ne vado a Milano, a Bookcity.
E sto divagando: insomma, dicevo che nonostante abbia dormito pochissimo, sono stati giorni belli con persone belle, e se con un paio ci siamo aggiunte su fb non temo troppo l’effetto fotine-fastidio, perché sono persone intelligenti. Ciao Charlie questa è una preghiera e una leccatina di booty.

UH, a proposito di booty: mi sono fissata con la canzone di Meghan con la h, il cognome non lo so, ALL ABOUT THAT BASS. Suona bene, è positiva e parla di culone, evviva evviva, e ce n’è bisogno visto che due settimane tra puglia e lucania hanno sortito l’effetto che ci possiamo immaginare.

Due settimane: nei miei piani arrivavo dai miei, salutavo, facevo i giri di saluti e ospedali, andavo a matera, festival, tornavo a salutare e ripartivo. Ma poi però rimaneva nonnino da solo molto spesso e anche uno dei cugini e soprattutto vedevo Madreh alquanto provata da tutta questa situazione (e te credo) e quindi, beh, sono rimasta.
Ho approfittato del trasloco al nord di una delle varie cugine per scroccare un passaggio, e ora sono in macchina con loro, faccio la sorella maggiore – inizi l’università, casa nuova, da sola, che sarà mai-  per un giorno e riparto, in toscana ci arrivo domani. Sono ripartita non perché avessi impegni urgenti, a parte tipo rivedere Miranda ma questo non si può dire, ma perché devo capire cosa fare nei mesi che verranno: stare giù a mangiare deliziose focaccine e panzerotti e cercare di non litigare con #nonnino perché non si fida a farmi cucinare non è d’aiuto.

nonnino, parfois
nonnino, parfois

Se penso ai prossimi mesi mi torna l’ansia. Ma ci DEVO pensare. Devo fare cose.

Un’altra cosa molto bella: Abbiamo Le Prove, la rivista fondata da Violetta Bellocchio, ha pubblicato una cosa mia. Inutile dire che non ne sono pienamente soddisfatta, che non mi piace la chiusa, che bla bla, ma sono contenta di averla mandata, che Violetta B mi abbia detto di lavorarci, di averci lavorato e che sia uscita. Vorrei essere più coraggiosa quando scrivo, non censurarmi, fare uscire le viscere allo scoperto (come fa per l’appunto la Bellocchio, l’avete letto il corpo non dimentica? Ecco. Cazzo. Quando ho presentato il libro a Siena non sono riuscita a parlarne per esteso ma ci sono delle parti in cui lei racconta di cosa succede alla sua vagina mentre scrive e ricorda e ricostruisce ed è tremendo e bellissimo).
Comunque il fatto di esser pubblicata su ALP mi ha fatto capire un paio di cos, tipo: continuerò sempre a dire che “no, non voglio fare la scrittrice, voglio fare l’editor”, ed è vero, ma solo in parte. Perché a me scrivere piace e voglio farlo sempre meglio. E tipo, anche: mi sa che sono una pippa com la narrativa “inventata” (cioè dai l’unico racconto più o meno finito è quello dello stramaledetto pianista, mo’ lo butto qua e poi mi dite) ma tutta la parte nonfiction/personal essay eccetera mi interessa assai. Tocca studiare.

writing

POI. Ho finito Il giovane Holden. La nuova versione. Madreh mi ha chiesto: adesso si capisce qualcosa? Sì, è bellissima, ma prima di tutto il libro lo è, povero Holden bistrattato e baricchizzato. Leggetelo. Davvero, fatevi del bene, superate i pregiudizi che ve lo fanno vedere come cagatina da adolescenti (quello semmai è Due di due) e leggetelo. Due o tre volte.

Infine: la Maman mi ha taggata (perché gliel’ho chiesto io) nel post dei ciddì preferiti&cazzi&mazzi, visto che su sfeisbucks nessuno lo ha fatto, i libri sì, le serie tivvù sì, e la musica no. Meh. E quindi.

1) Metallo non metallo, perché senza i bluvertigo io non andavo da nessuna parte e questo è senza ombra di dubbio il loro capolavoro
2) The doors, best of: set di due audiocassette appartenenti a Madre e da me rubate in tenerissima età. Grazie madre per essere stata una fricchettona.
3) Graceland, Simon&Garfunkel. Così tanti suoni in un cd solo, così tanta meraviglia.
4) Pearl, Janis LA DEA DEL MONDO Joplin. Ci sono tante ragioni per cui la amavo fino all’ossessione (roba che alla mia prima sbronza pesantissima ero convinta di essere lei e stare finendo in overdose) e la amo tuttora, tra le quali oltre alla voce c’è la questione dell’orientamento sessuale. E poi Pearl è un cd enorme.

janis_joplin_-_pearl

5) Amorematico, subsonica, vedi alla voce Bluvertigo
6) An Awesome Wave, Alt-J, che mi ha fatto tornare la fede nella musica dopo un periodo che ascoltavo solo cose vecchie E MIRANDA MI PORTA A SENTIRLI A MILANO E SONO FELICE COME UNA BAMBINA ANCHE SE LEI NON CI CREDE
7) Murder Ballads, Nick Cave & the bad seeds. GESOO. Nicola Caverna, io ti venero. E questo album è la perfezione. E non sono ancora riuscita a sentirti live, per due volte ho perso l’occasione da deficiente, ma alla terza non avverrà. Sarai mio.

qui ci doveva stare la foto della canzone della coppia più bella del mondo, poi ho trovato questa gif.
qui ci doveva stare la foto della canzone della coppia più bella del mondo, poi ho trovato questa gif.

8) Make Yourself, Incubus. Un altro dei pilastri fondativi della mia crescita musicale. Magari all’epoca pensavo fosse sconvolgente-a-tratti-allucinante e ora non più, ma sarei stata disonesta a escluderlo. E poi brandon boyd è troppo figo.
9) Some Great Reward, Depeche Mode. Con Master&Servant mi viene voglia di strappare i vestiti di dosso a me stessa e poi un po’ a tutti, ma a parte questo, è un grandisssssimo cd e ALL HAIL SYNTH POP.
10) Kiss me kiss me kiss me, The Cure. Comprato per caso durante la fase “voglio esser darkettona”, i cure erano famosi tra i darkettoni, boh, proviamo, e fu così che conobbi Robert Smith. E qua dentro c’è Catch, che è una delle canzoni più struggenti che mi possono venire in mente.

Sono in ordine sparso, ho lasciato fuori cose importantissime, ma è così che funziona, no?

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5 pensieri riguardo “Cose che ho imparato, cose che temo, cose che ho ammesso

  1. È che avere a che fare con persone interessanti, studiare, farsi stimolare SERVE. E di occasioni come la tre giorni di Matera (ognuno ha la sua, di Matera, va da sé) dovremmo sforzarci di cercarne e frequentarne il più possibile.

    Del proporsi invece di sperare di essere notate o peggio di dare noia, poi, sarebbe bene farne uno stile di vita e lo dice che una che campa facendo l’esatto contrario.

    Tutto questo per dire che anche se ti/ci toccano i cappuccini e le disoccupazioni, le insicurezze e le finte prese di posizione (per nascondere altre insicurezze), questo è l’approccio giusto: ricordarsi che le cose belle a volte succedono e sono più a portata di mano di quello che sembri.
    E che per farsi del bene può bastare leggere la nuova versione di un libro che si è dimenticato di amare (o di non amare abbastanza). Ma questo te lo saprò dire quando l’avrò riletto.

  2. Le preghiere non tanto mi sa, ma le leccatine di booty funzionano sempre #flatterywillgetyoueverywhere ;) A parte che di fotine moleste non ne ho neanche fatte, forse spunterai in 3 secondi di video mentre balli per strada in attesa di cibarti e abbeverarti (le cose importanti insomma). Comunque fattelo dire, scrivi benissimo. Non so i racconti (sto in trepidante attesa per il pianista btw) ma sicuramente gli articoli sono roba tua, e l’antica e nobile arte della faccia di bronzo la devi apprendere per forza a questo punto (impara appunto da Ricardo che venderebbe il ghiaccio agli eschimesi. O guarda ad esempio me che ti ho abbordata con una scusa – adesso te lo posso dire, sapevo che ore erano e il mio cellulare era in ottima salute – e tanta faccia di cu-).
    Insomma è un piacere leggerti, quindi vedi di mettere il turbo e sfondare!

    Ps. Mi sono appassionata anch’io alle Cronache di #Nonnino, sallo.

    1. intanto perdono, che wordpress ha deciso di non segnalarmi più i commenti in sospeso. Poi grazie (#imbarazzo) e poi sì, W LA FACCIA DI CULO – che di questo stiamo a parla’ – e w il FARE!

  3. Brava Djordj!
    Mi piace questo post, anche se in comune c’abbiamo solo Make Yourself e B.B., ma di base chissenefotte!
    Mi piace il tono, mi piace che sei stata bbbene, mi piace #nonnino, mi piace che ti abbiano pubblicato su ALP, (mi piace il pianista non posso dirlo, scusa), mi piace la faccia di bronzo che io non ho perché anche io ho sempre paura di disturbare, e invece no.
    Asking makes you vulnerable, dice la saggia Amanda Palmer, ma proprio per questo motivo dobbiamo imparare a farlo.
    Come recita l’antico adagio, chiedere è lecito – rispondere è cortesia.
    Mal che vada ci diranno: “Ciao, no.”
    E mi piace anche che vai a sentire il gruppo del Negrin.
    Questo mi ricorda che è dal Primavera che non vado a un concerto serio (i concertini sega estivi non valgono) ed è passato troppo tempo bu!
    E come si dice da anni io e il Cecione d’Oro (da molto prima che #irrenzi ci rubasse il tagline)
    bisogna #fare
    DIGIAMOLO ♥ ♥ ♥

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