Little kitty, sleepy kitty, purr, purr, purr

E niente, nelle spalettate di merda che settembre mi sta lanciando a intervalli abbastanza brevi addosso, c’è pure questa.
Domenica mi hanno arrotato il gatto.
Sto in una strada più o meno fuori città, comunque abbastanza stretta, di sicuro molto frequentata da varie bestiole random, più o meno addomesticate. Lui era uno di questi: abbastanza addomesticato da voler dormire in casa, mangiare in casa, farsi coccolare come se non ci fosse un domani, guardare la partita con Pablo, lasciare ricordini ovunque, abbastanza selvatico per farsi le giratine fuori e scomparire giorni interi a fare chissà cosa.
Specialmente la domenica; Fratello si inventava sempre mete mirabolanti per le sue gite domenicali. è andato alle terme, è andato a viareggio, è andato a fare un giro nel chianti. Poi però tornava – l’anno scorso non s’è visto per un po’ e quando è tornato aveva uno squarcio notevole sul collo che gli è costato i gioielli di famiglia (troppo vecchio per fare il trombeur de chattes a giro, eh). Comunque tornava, sempre stronco, puzzone, ciccione.

e prendeva il sole sul tetto, alla faccia nostra.
e prendeva il sole sul tetto, alla faccia nostra.

E invece domenica non si vedeva, e allora quando mio fratello ha sentito i vicini dire che c’era un gatto investito gli è venuto il dubbio ha controllato e c’era il nostro superbobo tutto accartocciato dentro un secchio, perché lì era stato gettato da chi lo aveva trovato – ma che cazzo -, già coperto dalle mosche, immobile. Quasi immobile. Oh, è vivo! OH, è VIVO, DIAMOCI UNA MOSSA, CAZZO (non essere isterica)! E prendi trasportino – corri dal pronto soccorso veterinario – iniezione di cortisone perché era lì lì. Si riprende, ma va tenuto in osservazione. Ci sono andati Pablo e Fratello, perché in tutto ciò io ero in preda a robaccia virale che mi ha tenuta a letto tutto il giorno. E poi niente, fino a ieri.
E ieri è venuto fuori che il bobo aveva la spina dorsale lesionata e non poteva muovere gli arti inferiori né fare da solo i bisogni e, come ha detto il vet, la sua era una condizione “non compatibile con la vita”.
Chirurgico.

Alle cinque io e Fratello siamo andati alla clinica. Abbiamo strapazzato bobo, lo abbiamo sbaciucchiato, stuzzicato, sfottuto, fotografato, ci siamo fatti spisciolare addosso dalla sua non più controllata vescica, poi lo abbiamo posato sul lettino e lo abbiamo accarezzato mentre le iniezioni gli facevano lentamente perdere calore e vita e cristoddio quanto ho pianto, quanto abbiamo pianto.

Era buffo anche così.

E poi niente, siamo tornati a casa, io sono uscita la sera, ma potevano tranquillamente fare come se non ci fossi, Fratello no, lui ha avuto bisogno di più tempo di me per riprendersi un po’, era il suo daimon quel gatto. Lyra Belacqua senza Pantalaimon.
In realtà, quando sono tornata a casa e non c’era quel vecchio culone ad aspettarmi indignato fuori dal portone perché ho fatto tardi e nessuno lo faceva entrare; quando io e Fratello al ritorno dal vet ci siamo girati contemporaneamente verso il posto in cui era il secchio dove lo avevamo trovato; quando in cucina ho capito che non si sarebbe più aggrappato agli infissi per farsi vedere e per farsi aprire come ha insegnato a un’intera generazione di gatti, beh, ho provato una certa sofferenza.

Tutto questo è privato e mi sento quasi in colpa a spiattellarlo qui, ma

1) mi sfogo meglio se metto le cose per iscritto

2) volevo dire una cosa “pubblica”: io non sono assolutamente di quelle persone che incitano alla castrazione violenta degli stupratori o alla legge del taglione di qualsiasi tipo. Davvero. Non è che “non sono razzista ma”.
MA.
Ieri – e domenica, e anche un po’ oggi – a quei disumani pezzi di merda che corrono come fionde per le strade strette e se ne sbattono il cazzo di quello che potrebbero trovare (animali, persone), ho augurato veramente di tutto, nella mia testa. Sono così fair che non riesco nemmeno a dirlo, cosa ho augurato loro, ma posso dire che il pensiero di buttare, come spesso suggerisce un vicino, un par di chiodi su per la curva, mi è passato per la testa.

Spero che nessuno di voi stronzi abbia un animale domestico.
Merde.

sleep tight
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6 pensieri riguardo “Little kitty, sleepy kitty, purr, purr, purr

  1. Bobone, sarai il più fico di tutto il paradiso dei gatti :”-(
    Posso capire il tuo dolore, quando mi hanno avvelenato il cane ho anche io dato fondo a tutte le mie idee più crudeli.
    Purtroppo, sempre e solo nella mia testa.

      1. Per fortuna è andato tutto bene, ma qualche mese fa ha mangiato non sappiamo bene cosa con del veleno dentro. L’abbiamo portata subito alla clinica veterinaria e non ci sono stati danni permanenti, sennò altro che cristoni!

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