Ch’in me non è di me voler né forza

disclaimer.
questo non è un post allegro. Poi in bozze c’ho quello ganzo sulle mail improbabili che talvolta mi arrivano, ma adesso non mi va e ho bisogno di fare il cosiddetto punto della situazione (esistenziale). Potete pure non leggere.

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La mia vita attuale funziona che la mattina mi alzo tardino e poi mi abbrutisco in modo abbastanza vergognoso, con rari soprassalti di coscienza per cui mi impongo di lavorare alle recensioni che dovrei scrivere, di leggere i libri che dovrei leggere, di ricordarmi insomma  che al mondo non ci sono solo i cappuccini ma ci sono anche io che sono una persona con una certa formazione, certe passioni che nel tempo sono andate rafforzandosi, una vita.

Una vita?

Il problema è che qui in Maldarno non ho praticamente più nessuno, quindi la mia vita sociale è ridotta praticamente allo zero. Ieri, che il boss pazzoide ha deciso che in due al bar eravamo troppi e mi ha mandata a casa, mi sono ritrovata con il sabato sera libero e NIENTE da fare a parte guardarmi tipo sei puntate di Mondo Lello (sì, lo so, è word e non world) di fila. Che poi le ragioni per cui continuo a guardarlo si possono riassumere in una: puro e semplice masochismo, vista la spirale di copioni tagliati con l’accetta e recitazione canide in cui sta precipitando (e sono solo alla terza stagione. Ciao Dana)

Insomma, spero tantissimo che mi confermino per la stagione estiva, perché ho bisogno dei soldi, ho veramente bisogno dei soldi, ma poi me ne devo andare. Da casa e dal Maldarno. La nebbia che pervade questo posto è un cuscinetto isolante e I have become comfortably numb.

Non voglio essere numb.

Ho il terrore di dimenticarmi chi sono, di diventare una persona noiosa, di ridere di gusto alle battute sui froci e sul cazzo piccolo di questo o quel collega, di fare fatica a leggere anche le cose che mi piacciono, di annullarmi.
Per l’appunto ieri ho visto una puntata di L Word in cui Dana dice “I’m vanishing”. Per ragioni un po’ più fisiche, in effetti, però… la capisco.

Ma come cazzo siamo arrivati tutti noi a questo punto?

A un punto in cui dobbiamo dircelo a voce alta, o nelle chat, di non dimenticarci di noi, dobbiamo spronarci a vicenda perché “le cose cambiano”, al punto in cui i miei hanno vissuto meglio il mio coming out che il mio drop out, questa situazione di niente nebbioso per cui io stessa non ho voglia né forza di cercare davvero le cose che mi piacciono.

Mi dico che dovrei scrivere, leggere, poi guardo una puntata di qualcosa, poi cazzeggio un po’ ed è già tardi e devo andare. Tipo adesso.

bon. Forza e coraggio, che dopo aprile viene maggio. Cioè, è già maggio, quindi forza e coraggio per davvero.
Intanto, invece di scrivere questo post, dovevo studiare l’impero federiciano contro i comuni, visto che ho le ripetizioni alle due con una ragazzina (ho in testa un articolo di Christian Raimo che dice che c’è chi piglia pure tremila euro al mese dalle ripetizioni. io no), ma avendo dato via i libri di storia tipo dopo la maturità, ho riguardato un po’ di cose su libri vari che fanno i riassunti – wiki no, davvero, non era proprio il caso. E poi è lei che deve ripetere. Che lo spirito di Zerocalcare sia con me.

è tardi ciao

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