Più libri (sulla libertà ci stiamo ragionando)

Vivo in un posto che, se mi allungo, con la testa tocco il cuscino e con i piedi la cucina. Sono alta, sì, ma nemmeno troppo: e dunque, mi chiedo, come è possibile che ho perso (perso) nell’arco di due giorni le pinzette per le sopracciglia e la limetta per le unghie?

dettaglio superfigo salvaspazio
dettaglio superfigo salvaspazio

Attribuisco tutto alla sindrome da stress post traumatico che mi ha colpita dopo in quattro giorni in full immersion a Più Libri Più Liberi, aka #plpl13 oppure #piùlibri13. Full immersion significa che la mattina alle dieci meno un quarto ero lì ad aprire il banchetto col mio bel cartellino da espositore, e ne uscivo, con le orecchie ronzanti e gli occhi distrutti dalla sovraesposizione al caro vecchio neon, alle nove, se tutto andava bene. Non stavo sempre dietro al mio banchetto, ovviamente (mica tanto ovviamente, in realtà), facevo mezza giornata e il resto del tempo gironzolavo, andavo a trovare i miei compagni di corso, pure loro stagiati, mi dedicavo a quella pratica masochista e abietta che è la Distribuzione del Curriculum Vitae alle case editrici, fumavo un sacco di sigarette e bevevo troppo poco. L’ultimo giorno di fiera ho fatto acquisti, però, approfittando del rush delle ultime due ore. E così facendo ho bellamente sforato il mio già scarso budget. Questa settimana dieta! E meno male che tra poco è natale e bisogna prepararsi alla Grande Discesa, affrontare La Famigghia, il cibo, la zia con opinioni quantomeno discutibili sul mondo intero, i ma come ti vesti, i ce l’hai il fidanzato, i ma non è che tieni la fidanzata, i ma quando ti trovi un lavoro vero, le sigarette di sgamissimo ad almeno un chilometro di distanza che poi se ti vedono madonnamè, gli amici che vogliono giocare a carte, le settemila visite di cortesia, il caffè SAICAF di mio nonno, le luminarie kitschissime, i canti di natale a mille decibel altoparlati per le strade (ma anche: le cene in macelleria, il caffè buono a pochi euri, la birra a pochissimi euri, i cornetti buoni, quella meraviglia del creato che sono le frittelline di pasta fritta calde, le mozzarelle vere – fiordilatte -, le cicorie, le cugine diciottenni che gli voglio tanto bbène, l’assenza di qualsiasi orario, l’assenza di qualsiasi sveglia, l’assenza di qualsiasi dovere domestico, il mercato dove le cose ancora costano meno che nei negozi, le rape, le orecchiette, la pasta al forno)…
Dicevo, comunque, che ho comprato dei libri.
Dopo averci vissuto in mezzo per quattro giorni, pur facendo il finto lavoro che faccio, nonostante la Madreh bibliotecaria, ho ancora voglia di comprare dei libri: ciò è promettente, o preoccupante, a seconda dei punti di vista. Sto leggendo (ma avevo già): Francesco Pecoraro, La vita in tempo di pace (e ora ogni volta che ho mal di testa sono convinta di avere qualche vermiciattolo schifoso nel cervello); Antonella Lattanzi, Prima che tu mi tradisca (ho dei sussulti assolutamente incongrui di orgoglio barese ogni volta che capisco le frasi in dialetto, e i miei sono della provincia di Taranto). In fiera ho preso: Flavia Ganzenua, La conta delle lentiggini, di Caratteri Mobili, che mi ha regalato un meraviglioso isolamento sensoriale in metropolitana, una splendida “agenda del giramondo” di :duepunti edizioni che regalerò con molta gioia alla mia migliore amica appena la vedrò – ragion per cui non saprà dell’esistenza di questo blog fino a dopo natale, sempre che la veda -, un librettino di saggi queeeeerrriissssimi e ovviamente politicissssssimi da Edizioni Alegre.
Eppoi mi sono presa una copia del libro che io, me, ich, ho impaginato e corretto, e una cosa tanto bella quanto inutile chiamata Storia generale dei pirati. La volevo troppo.
E quindi non c’ho una lira. Ma sono contenta lo stesso.
Quèla si è lamentata della sua prima apparizione in pubblico sotto il nome di Quèla, quindi sarà immantinente rinominata Miranda, lei sa perché. E comunque con questo post non c’entrava nulla. Ma la si nomina lo stesso, magari fa come Beetlejuice e se la nomino tre volte compare: MIRANDA, MIRANDA, MIRANDA!

No, non funziona. Tocca aspettare i comodi di trenitalia.
Le pinzette non sono ancora riemerse, io credo che mi trasformerò a breve nello yeti, e non ho ancora cenato (forse sarebbe il caso).
E comunque dieci euro un cocktail, mannaggiamminimumfax. Altro che libri e liberi, di àlcole si muore. Al verde.

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